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“Agrigento 1943, la guerra tra i templi”

La storia della seconda guerra mondiale ad Agrigento

 

Premessa storica

La Sicilia nell’ultimo conflitto mondiale è stata coinvolta nell’immane scontro tra le forze dell’Asse e quelle Alleate che si sono fronteggiate nel Mediterraneo per ben tre anni, sino all’invasione della stessa isola avvenuta ad opera degli anglo-americani.

Anni difficili per le truppe italiane che presidiavano il nostro territorio, e forse ancor di più, per la popolazione civile che conobbe disagi e purtroppo, lutti di ogni genere.

Il peggiore incubo dal 1940 al 1943 fu rappresentato dall’aviazione nemica che prima dalle basi maltesi e poi da quelle tunisine tartassò la Sicilia con terribili incursioni, contrastate dall’aviazione italo-tedesca e da batterie contraeree. Ciò nonostante innumerevoli furono le bombe che caddero sulle città siciliane e tra quelle più colpite, ci furono proprio quelle della provincia di Agrigento.

In una guerra che aveva il proprio principale campo di battaglia nell’Africa Settentrionale il territorio della provincia di Agrigento diventò prima immediata retrovia del fronte e con la caduta della Tunisia del maggio ’43 obiettivo di conquista degli Alleati. Tra i comuni maggiormente coinvolti nella battaglia del Mediterraneo vi furono: Porto Empedocle, allora principale base della nostra Marina del settore di costa centromeridionale. La cittadina fu fortificata ben prima dello scoppio del conflitto con batterie antinave e contraeree, affidate al III gruppo della Milmart, una specialità della milizia che operava sotto la supervisione e la logistica della Regia Marina comandata dal tenente di vascello Rosario Ziino il cui comando era la torre di Carlo V.

Più tardi, viste le ripetute incursioni partite da Malta, verso la cittadina empedoclina furono  inviati ben due treni armati di cui uno antiaereo ed un altro antinave.

Altra cittadina con ruolo strategico fu Licata la quale ebbe, sì minor vittime civili rispetto la prima citata, ma che conobbe sul suo territorio il 10 luglio del ’43 lo sbarco Alleato ad opera della 3^ divisione di fanteria americana del generale Truscott operante sotto gli ordini dell’Armata di Patton.

Ruolo non secondario nelle vicende belliche ebbe il capoluogo il quale era sede del comando della 207^ divisione costiera insediato alla Rupe Atenea con comandante nei giorni antecedenti all’invasione il generale Schreiber. La città dei templi a differenza della vicina città portuale di Porto Empedocle non fu interessata da bombardamenti particolarmente cruenti, ma a sbarco avvenuto il 12 luglio del ’43, conobbe un furioso episodio bellico, con il bombardamento aereo e navale che causò il crollo delle entrate di alcuni rifugi con il conseguente risultato di effettuare un autentico massacro di civili.

Il successivo 16 luglio il capoluogo, dopo sette giorni di disperata lotta, difeso dai suoi artiglieri e da diversi battaglioni di bersaglieri, attaccato dal mare, terra ed aria cessò la sua epica resistenza.

Cadeva così, dopo più di vent’anni, il dominio fascista dell’isola e rinasceva la democrazia.